Efficacia, miti e leggende di una delle pratiche di benessere più apprezzate.
Come le patatine fritte – anche se qui c’è un’antica diatriba con i belgi – la Talassoterapia è nata in Francia sul finire del 1800, come pratica curativa a base di acqua di mare, derivati dalle alghe, sabbiature e altri elementi naturali di origine marina. Dai problemi alla pelle fino ai disturbi muscolo scheletrici, passando, in origine, persino per la tubercolosi e l’isteria, la talassoterapia ha conosciuto nel corso degli ultimi due secoli un crescente sviluppo. Nessuna evidenza scientifica a sostenere questa pratica alternativa alla medicina, eppure questo non è bastato ad impedire la nascita di veri centri d’eccellenza nel campo, non solo nel nord Europa.
Vale la pena separare due cose che nel racconto della talassoterapia sono sempre rimaste attaccate: le promesse e gli effetti.
Le promesse ottocentesche — la tubercolosi, l’isteria — non reggono, e nessuno le sostiene più. Ma l’acqua salata, di per sé, fa cose molto concrete: è più densa, quindi solleva il corpo e alleggerisce le articolazioni; esercita una pressione uniforme su tutto ciò che è immerso; e i sali, a contatto prolungato, lasciano la pelle diversa da come l’hanno trovata.
A questo, nei centri di fine Ottocento, si aggiungeva una variabile che allora nessuno chiamava per nome: settimane lontano dal lavoro, dal fumo delle città e dalle proprie abitudini. Una parte di quei risultati, probabilmente, non veniva dall’acqua, ma dal concetto di vacanza che, in quei decenni in cui nascevano le prime industrie e il lavoro durava anche 15-16 ore al giorno, cominciava ad affermarsi.
Resta una precisazione che quasi nessuno fa, e che riguarda da vicino il nostro protocollo di talassoterapia: acqua di mare e sali del Mar Morto non sono la stessa cosa. I sali che addizioniamo alla nostra piscina Thalassa, gli stessi che usiamo per lo scrub nel Percorso di Afrodite e in altri rituali, sono ricchi di magnesio, potassio, ferro, calcio, zinco e altri minerali che, per un processo di osmosi, rendono la pelle naturalmente più compatta, liscia e luminosa.
Le acque ricche di sali del Mar Morto sono da tempo impiegate come coadiuvante in dermatologia – Molti ospiti con pelli difficili e/o affetti da psoriasi tornano da noi con regolarità, e ci raccontano di aver notato un consistente regresso di infiammazioni e dermatiti; noi ci limitiamo a riportarlo. Non promettiamo cure, mettiamo a disposizione un’acqua con caratteristiche precise, alla temperatura giusta, e il tempo corretto di permanenza in vasca. E, infine, un massaggio per il corpo che, al di là dei benefici fisici che apporta, è un balsamo per la mente.